martedì 25 novembre 2014

I Martedì della Emme / 9: La storia che si ripete

Nel secondo capitolo dell'intervista di Loredana Farina, Sognando oltre oceano, in La Casa delle Meraviglie, Rosellina Archinto ricorda: «Dopo la laurea, mi sono sposata e sono andata a vivere in America perché mio marito aveva vinto una borsa di studio alla Columbia University. Sono stata lì un po’ anch’io. Attendevo la mia prima figlia, Alberica. Ho vissuto benissimo in quel periodo e New York mi è piaciuta tantissimo. Eravamo noi due, io e mio marito, niente genitori. Insomma, un anno meraviglioso. Alla grande. Proprio così.
Scoprivo un mondo tutto diverso, pieno di entusiasmo, dove tutto era grandioso. Ho avuto la possibilità di seguire alcuni corsi di psicopedagogia alla Columbia. All’epoca, avevo deciso di fare l’editore, ma volevo capire meglio. In Italia i libri per bambini erano veramente orrendi, mentre lì esisteva un’editoria per ragazzi meravigliosa. Passavo ore alla Public Library di New York, a guardarmi i libri. Dopo Alberica ha avuto altri quattro figli. A un anno di distanza l’uno dall’altro. Le famiglie numerose mi piacciono molto. Con i miei cinque figli ho giocato, mi sono divertita. Loro mi hanno sempre molto seguita nelle mie imprese folli, ho cominciato a fare libri insieme a loro. L’ufficio era in soffitta. C’era una scaletta che separava la casa dall’ufficio. Penso di non avere mai sacrificato il tempo per i miei figli a causa del lavoro. Quando avevano bisogno di me, c’ero, ero lì.»


Abbiamo riportato queste parole perché Elena Cesaro, che oggi scrive per I Martedì della Emme, racconta del libro da lei scelto, Raccontondo, con testi di Nico Orengo e illustrazioni di Cristina Lastrego e Francesco Testa, a partire da un fatto molto privato: l'attesa di un bambino. Rosellina Archinto mise al mondo una casa editrice e cinque bambini negli stessi anni. I suoi libri, allora considerati strani e poco "per bambini" nacquero, in verità, in mezzo all'esperienza concretissima di cinque infanzie. Che oggi una giovane donna pensi a un libro Emme in relazione a un concretissimo bambino futuro, fa pensare che non solo le storie dei libri si ripetano, ma anche quelle dei piccoli e delle loro mamme.

[di Elena Cesaro]

Sono giorni d'autunno, giorni di attesa. Aspetto la nascita del mio primo figlio e la mia mamma, già compresa nel ruolo di nonna amorevole, da mesi fruga negli scatoloni dei nostri ricordi, facendone emergere peluche mai dimenticati, maglioncini, giochi e libri.
Ed ecco che proprio la scorsa settimana è arrivata a casa mia con un meraviglioso trofeo di questa caccia ai ricordi e alla tenerezza.
Si tratta del libro Raccontondo di Nico Orengo, illustrato da Cristina Lastrego e Francesco Testa, edito nel 1975 da Emme Edizioni.


Mi sono accoccolata sul divano assieme al mio pancione e dopo essermi soffermata sulla copertina, così familiare, mi sono preparata a immergermi in questo libro-simbolo della mia infanzia.
Ogni doppia pagina ospita un racconto rotondo, come dice il titolo, una storia che ritorna all'infinito, divertente proprio per il meccanismo che riporta il lettore e l'ascoltatore sempre al primo verso. Ecco la filastrocca-racconto di apertura:

C'era una volta un re seduto sul sofà che disse alla regina: «Raccontami una storia!» e la regina cominciò: «C'era una volta un re seduto sul sofà che disse alla regina: «Raccontami una storia!» E la regina cominciò...


Credo di avere tanto amato questo libro proprio perché assecondava la mia voglia di bambina di imparare le storie a memoria, di giocarci, di richiamarle alla mente durante il giorno insieme alla mia mamma.
Questo libro ospita parole divertenti e musicali accompagnate da bellissime immagini “raccontonde”, proprio come le parole. Sono rotonde per il segno morbido e i colori pastosi e vivaci e sono rotonde perché riprendono il meccanismo del testo e ogni immagine suggerisce all'infinito se stessa.
Sopra il re seduto sul sofà è appeso il quadro di un re seduto sul sofà sopra il quale è appeso il quadro di un re seduto sul sofà e avanti così, finché l'occhio è in grado di distinguere i segni sulla pagina. Un meccanismo simile viene riproposto in ogni immagine.


È un libro senza spazio né tempo, che viaggia oltre i confini delle epoche e dei luoghi. Dopo il re e la regina, curiosamente contemporanei, ecco comparire dei terribili briganti con il pugnale fra i denti che aspettano un veloce landò, ma uno di loro ha tanto sonno e chiede una storia... indovinate un po', di cosa parlerà?
E poi arrivano un contadino con la  sua oca, Pierino alle prese con un maestro severissimo la cui minaccia per fortuna, grazie all'abilità di Nico Orengo, non si concretizza mai, una vecchina sbadata che continua a perdere il filo e l'ago, un pescatore e una sardina che non verrà mai mangiata...
Tra poco potrò condividere questo libro con il mio bambino, sperando che possa divertirlo e accompagnarlo lungo i giorni della sua infanzia così come ha fatto con me.



Mi chiamo Elena Cesaro e sono appassionatissima di libri illustrati. Ho scritto la mia tesi di laurea sui libri di Bruno Munari e Katsumi Komagata. Lavoro da anni come libraia in una libreria per ragazzi a Mestre, anche se non a tempo pieno, e mi occupo di laboratori creativi per bambini e letture animate. Non sono bibliotecaria, anche se, a breve, forse lo diventerò...

Dal nostro catalogo, Elena Cesaro ha scelto in regalo I tre porcellini di Giusi Quarenghi e Chiara Carrer.

Se siete bibliotecari, insegnanti, librai, promotori della lettura o appassionati di libri illustrati e desiderate partecipare alla rubrica I Martedì della Emme, presentando in un vostro post un libro di Emme Edizioni di Rosellina Archinto scriveteci qui, specificando di quale volume volete scrivere.

Vi ricordiamo che alla storia di Emme Edizioni e della sua fondatrice è dedicato il nostro La casa delle meraviglie. La Emme Edizioni di Rosellina Archinto, a cura di Loredana Farina.

Sempre a questo tema è dedicata la mostra La Emme Edizioni di Rosellina Archinto. Vent’anni di successi in mostra (1966-1985), a cura di Loredana Farina, Alessandra Mastrangelo e ABCittà, con il patrocinio di Nati per Leggere e della sezione lombarda dell’Associazione Italiana Biblioteche.

Tutte le informazioni sul percorso espositivo che la mostra propone, per tutti coloro che la volessero visitare o ospitare, le trovate  qui.

Qui trovate tutte le puntate precedenti de I Martedì della Emme:

I Martedì della Emme / 1: Un gioco per bibliotecari felici
I Martedì della Emme / 2: Federico, topo bambino
I Martedì della Emme / 3: Un’avventura invisibile
I Martedì della Emme / 4: Un colpo di fulmine 
I Martedì della Emme / 5: Un albo molto rumoroso
I Martedì della Emme / 6: Elogio dell'immaginazione
I Martedì della Emme / 7: Il sapore di una rivoluzione 
I Martedì della Emme / 8: Caro Stevie

lunedì 24 novembre 2014

Il diario di Viola

La cosa è cominciata più o meno così: «Allora, Viola, visto che vai in Sardegna a fare questo giro di presentazioni del tuo libro nelle biblioteche, ti andrebbe di fare un piccolo diario illustrato per il blog?»
«Va bene, ci provo.»
E questo è il risultato del suo provarci. Cosa dobbiamo dire? Che ci ricordiamo benissimo di Viola, quando alcuni anni fa, con due compagne dell'Accademia di Belle Arti di Bologna, ha varcato la soglia della casa editrice per fare uno stage presso di noi. Lunga, magra, gentile, attenta, seria, brava. Allora non sapevamo nulla del suo lavoro e per un bel pezzo abbiamo continuato a non saperne nulla, visto che lo stage non comportava la visione del lavoro delle tre studentesse (cosa comportasse, lo trovate qui).
Ecco, Viola è sempre lunga, magra, gentile, attenta, seria. Intanto però da brava è diventata bravissima. Così brava che ogni volta ti mancano le parole. Fa impressione perché è così giovane, timida, sembra una bambina, ed è mostruosamente intelligente. Come i bambini, appunto.

Il libro che Viola Niccolai ha presentato in Sardegna dal 4 al 9 novembre, è La Volpe e il polledrino, di cui abbiamo parlato qui

[di Viola Niccolai]
















sabato 22 novembre 2014

Avventure dello sguardo

[di Marcella Brancaforte]

È cominciato il 19 novembre, e durerà fino all'8 dicembre, a Viterbo Librimmaginari 2014, festival di promozione del libro illustrato organizzato da Arci Viterbo. La quarta edizione di Librimmaginari , dal titolo Avventure dello sguardo, presenta una serie di produzioni culturali che riflettono, da diverse prospettive, sul tema del viaggio.

 




































Avventure dello sguardo è un'indagine sul paesaggio che cambia sotto i nostri occhi e, contemporaneamente, sul nostro sguardo che cambia attraverso il tempo e l'esperienza. Un percorso di iniziative letterarie e artistiche che si articola in diversi spazi della provincia di Viterbo, ospitando narrazioni immaginifiche, viaggi da fermo, circumnavigazioni della memoria. Il festival, promosso da Arci Viterbo e Arci nazionale, è totalmente autofinanziato e curato da Marco Trulli e da me.

Per il programma completo, cliccate sulle locandine.


Per quanto riguarda la sezione ragazzi, il programma prevede una selezione di alcuni tra i più interessanti autori dell’illustrazione italiana e delle novità editoriali della narrativa per bambini e ragazzi  di qualità.

Il 29 novembre, al Padiglione Chiarini-Carletti, a La Quercia, si inaugurerà la doppia personale di Rita Petruccioli e Simone Rea, che presentano rispettivamente L’Orlando furioso e innamorato e L’uomo dei palloncini.

Parte centrale del festival è un convegno promosso da Arci nazionale sulle buone prassi di promozione della lettura in Italia e Francia. Partecipano, tra gli altri, Giovanni Solimine, presidente del Forum per il Libro e per la lettura e autore del libro Senza sapere, il costo dell’ignoranza in Italia.

Dal 3 all’8 dicembre, Librimmaginari presenta, inoltre, una serie di letture e presentazioni di libri per bambini e ragazzi.
Per info, qui. culturavt@arci.it

Vi segnaliamo tutti gli incontri che riguardano Topipittori:

Simone Rea, per L’uomo dei Palloncini, Topipittori 2014.


Sabato, 29 Novembre, Viterbo.Padiglione d’Arte Chiarini Carletti, Strada Cupa, 5 - La Quercia,
Esposizione delle tavole originali di Simone Rea, per L’uomo dei Palloncini (Topipittori 2014)
Inaugurazione ore 19.00.

Mercoledì, 3 dicembre, Viterbo.
Consorzio Biblioteche di Viterbo – Sala Ragazzi, viale Trento, 18/h.
Ore 11.00 Lettura, incontro e laboratorio con Giovanna Zoboli e Simone Rea, autori di L’uomo dei palloncini.

Venerdì, 5 dicembre, Viterbo.
Ludoteca Arci Solidarietà, Scuola De Amicis, via Emilio Bianchi, 9
Ore 16.00. Cecilia Bartoli e Guido Scarabottolo, Gli amici nascosti (Topipittori 2014).
Lettura animata di Augusto Terenzi e incontro con l’autrice del libro.

venerdì 21 novembre 2014

La Pagina Che Non C’Era

Maria Laura vanorio intervista Valerio Magrelli.
Qualche tempo fa siamo venuti a conoscenza di un bellissimo progetto, La Pagina Che Non C’Era, nato a Napoli, nel 2010, per avvicinare alla scrittura e alla lettura i ragazzi delle scuole superiori. Fondata sul confronto tra studenti e scrittori, l'idea di questa iniziativa è stata di Diana Romagnoli e Maria Laura Vanorio, due insegnanti dell’ISS Pitagora di Pozzuoli, alla periferia di Napoli. In una intervista pubblicata sull’"Indice dei Libri del Mese", aprile 2012, Maria Laura Vanorio, traduttrice e insegnante, racconta: «L’idea è nata in classe, e mi è venuta naturale. Anziché fare il solito compito in classe (con analisi del testo, saggio breve, etc.) ho chiesto ai ragazzi di leggere Certi bambini di De Silva e di provare ad aggiungere una pagina al romanzo. Dall'autovalutazione (che di solito è una cosa che facciamo spesso, e che comporta la discussione in classe di punti forti e difetti dei temi in classe) sono venute fuori davvero un sacco di cose interessanti. Abbiamo letto insieme alcuni dei compiti in classe e ho visto come i ragazzi spesso coglievano aspetti dello stile e della struttura del libro con una profondità e precisione che non avrebbero raggiunto di fronte a un compito in classe tradizionale.Visti questi risultati, insieme alle colleghe abbiamo pensato all’idea di un concorso delle superiori. La prima edizione era riservata a scuole campane, mentre da questa seconda il concorso è diventato nazionale.» Maria Laura Vanorio ha spiegato il progetto anche sul sito della Rai dedicato alla letteratura. 



Sviluppatosi in un primo tempo come concorso, oggi il progetto è diventato anche un festival, che, iniziato ieri a Napoli, si svolgerà fino al 22 novembre. Lo scorso anno a La Pagina Che Non C’Era ha partecipato anche lo scrittore e poeta Valerio Magrelli con il suo romanzo Geologia di un padre. Intervistato da Antonio Fiore, il 7 marzo scorso, sul "Corriere della sera", a proposito della sua esperienza con i ragazzi e sulla liceità di una operazione come questa, fondata sulla riscrittura di opere letterarie, ha risposto: «Tutta la pedagogia greco-romana antica si basava su un classico, da Omero a Tacito, che lo studente doveva riscrivere a modo suo. Altro che il ‘‘moderno’’ atteggiamento verso i classici, pavidamente considerati intangibili». (E se vi interessa vedere in che modo hanno interpretato la pagina che non c'era di Valerio magrelli, guardate qui). E ora lasciamo che a raccontarvi l'edizione straordinaria 2014 di La Pagina Che Non C’Era sia Donatella Brindisi, che si occupa della comunicazione del progetto.

[di Donatella Brindisi]

È in arrivo una versione autunnale straordinaria della Pagina Che Non C’Era che, in occasione del Forum Universale delle Culture Unesco, torna con un’edizione speciale dedicata al genere letterario della cosiddetta Literary Non Fiction.


Grazie al successo delle precedenti edizioni e alla sempre entusiasta adesione degli scrittori ospiti e degli studenti coinvolti da tutta Italia, negli anni l’originaria iniziativa di promozione della lettura presso le scuole è molto cresciuta fino a trasformare La Pagina Che Non C’Era in un vero e proprio festival di letteratura per ragazzi.


Germogliata da un’idea di due insegnanti dell’istituto Pitagora di Pozzuoli, La Pagina Che
Non C’Era nasce dalla convinzione che il piacere di leggere e la capacità di scrivere non possano essere trasmessi con metodi impositivi (qui trovate il profilo di tutti gli insegnanti che si occupano del progetto). La coraggiosa sfida di questo progetto, sorto tra i banchi di una delle più complesse e problematiche periferie italiane, è di superare la tradizionale diffidenza dei ragazzi nei confronti dell’atto della lettura grazie a un gioco letterario.


La prima parte del gioco consiste sempre nel confronto tra gli studenti e gli scrittori. E poiché il comitato organizzativo del festival ha deciso di dedicare questa edizione al genere della Literary Non Fiction, quest’anno ha invitato gli autori di alcuni dei libri che – pur restando nell’ambito narrativo – ci hanno più efficacemente raccontato la realtà dei nostri tempi: Luca Rastello (con il romanzo I Buoni, Chiarelettere), Gaetano Di Vaio e Guido Lombardi (autori di Non mi avrete mai, Einaudi) e Francesco Barilli che, insieme all’illustratore Manuel De Carli, è autore del graphic novel Carlo Giuliani. Il ribelle di Genova (BeccoGiallo).


Gli incontri tra gli autori e gli studenti iscritti al festival avverranno il 20 e il 21 novembre a Napoli nei nuovi spazi del Foqus (Fondazione Quartieri Spagnoli). La prima giornata sarà introdotta da una tavola rotonda con l’intenzione di discutere e illustrare storia, modelli e caratteristiche della Literary Non Fiction dai libri al cinema e alle serie televisive. Oltre agli autori ospiti del festival, alla tavola rotonda interverranno anche lo scrittore e critico letterario Cristiano de Majo, lo sceneggiatore Stefano Bises, la giornalista del Corriere della Sera Alessandra Coppola, il regista Guido Lombardi e l’attore Lello Serao.


Anche quest’anno un’intera sezione della Pagina Che Non C’Era sarà dedicata alla letteratura scientifica per ragazzi: negli spazi rinnovati della Città della Scienza, sabato 22 novembre gli studenti incontreranno Amedeo Balbi (Cercatori di meraviglie. Storie di grandi scienziati curiosi del mondo, Rizzoli) e Nicola Nosengo (I robot ci guardano, Zanichelli).


Ogni anno l’incontro con gli scrittori, ma anche tra i vari studenti – appartenenti a scuole superiori, città e realtà differenti – diventa una preziosa occasione di confronto intorno alla parola (letta, immaginata, raccontata e, infine, scritta). Un confronto fecondo, che consente ai ragazzi di entrare in contatto con gli autori dei romanzi senza la mediazione degli adulti e senza distanze gerarchiche, costituendo un momento fondamentale del successivo processo creativo.


Anche quest’anno, infatti, dopo aver incontrato gli scrittori ospitati dal festival, gli studenti saranno invitati a leggerne i libri e a scrivere (o a disegnare) una pagina – per l’appunto “la pagina che non c’era” – da aggiungere in un punto qualsiasi del libro scelto fra quelli proposti, imitando lo stile dell’autore e mimetizzandosi nella sua opera.  Il metodo della scrittura mimetica e vincolata (o à contrainte) consente di accostarsi al testo con occhio attento per individuare e distinguere peculiarità, regole, stili e registri e, allo stesso tempo, di trasformare in gioco la letteratura, desacralizzandola e avvicinandola ai giovani lettori. I vincitori del concorso saranno gli studenti autori delle pagine migliori che, secondo il giudizio di una giuria composta da insegnanti e scrittori, il prossimo febbraio verranno premiati –  naturalmente –  con nuovi libri.


Il festival, patrocinato dal Forum Universale delle Culture 2013-2014 e dai Comuni di Napoli e Pozzuoli, è stato insignito da numerosi riconoscimenti, tra cui il premio Gutenberg 2013 dell’Ali e il prestigioso Maggio dei Libri del MiBac e del Cepel come migliore attività nazionale per la promozione alla lettura in ambito scolastico. 
Gli autori che hanno partecipato alle precedenti edizioni della Pagina Che Non C’Era sono:
Andrea Bajani, Maurizio de Giovanni, Viola Di Grado, Giuseppe Genna, Nicola Lagioia, Andrej Longo, Valerio Magrelli, Marco Malvaldi, Margherita Oggero, Valeria Parrella, Paolo Piccirillo, Antonio Scurati, Paola Soriga, Andrea Tarabbia, Paolo Zanotti.

Le foto che corredano il post sono relative a diversi momenti e a diverse edizioni di La Pagina Che Non C’Era e sono state scattate dagli studenti che hanno partecipato all'iniziativa.

giovedì 20 novembre 2014

Dieci buone ragioni per venire a un mercatino di Topi

Illustrazione di Anna Emilia Laitinen per Casa di fiaba, Topipittori 2013.

1)    Perché è l'unico mercatino natalizio di Topi al mondo (eccetto quelli che stanno nei libri di Beatrix Potter).

2)    Perché è di sabato, apre alle 11 e chiude alle 19. Quindi è comodissimo.

3)    Perché avrete a disposizione TUTTO il catalogo dei Topi, e a prezzo scontato.

4)    Perché con solo 5 euro potete salvare un libro imperfetto dal macero. E a volte le imperfezioni sono quasi impercettibili (a volte no, ma potrete scegliere).

5)    Perché ci sarà ottimo tè accompagnato da ottimi biscotti (proprio come accade nei libri di Beatrix Potter).

Illustrazione da Appley Dapply’s Nursery Rhymes by Beatrix Potter, 1917.

6)    Perché potrete scegliere fra tre tipi di tè (perché siamo topi di mondo, come quelli di Beatrix Potter).

7)    Perché potrete vedere coi vostri occhi come è una casa di Topi che fanno i libri.

8)    Perché potrete venire anche solo a curiosare e fare i timidoni.

9)    Perché vi saluteremo volentieri anche se non comprate una cippa.

10)   Perché poi fino al 2015 non se ne parla più. Volete lasciarvi scappare questa occasione?

Illustrazione da Appley Dapply’s Nursery Rhymes by Beatrix Potter, 1917.

And last but not least:

PERCHÉ RISOLVERETE IN BELLEZZA E ALMENO IN PARTE QUELLA FACCENDA COMPLICATA E STANCANTE CHE SONO I REGALI DI NATALE, SOPRATTUTTO QUELLI PER LE PERSONE A CUI SI VUOLE BENE.

PERCHÉ COMPRERETE LIBRI CHE VI ASSICURERANNO LA GRATITUDINE DI GRANDI E PICCOLI, E SARANNO UNA VERA SORPRESA PER CHI LI RICEVERÀ.

PERCHÉ I LIBRI DEI TOPI SONO NATALIZI NON PERCHÉ  SONO LIBRI SUL NATALE MA PERCHÉ SONO FATTI DI PURO AMORE PER I LIBRI E I LETTORI.

Illustrazione da Appley Dapply’s Nursery Rhymes by Beatrix Potter, 1917.

Appley Dapply’s Nursery Rhymes by Beatrix Potter,
Frederick Warne & Co., 1917.
E qui tutto le info:

Cosa? 
Il Mercatino Natalizio dei Topipittori

Dove?
A casa dei Topipittori, in viale Isonzo 16.
Ci arrivate con la linea gialla della metropolitana, fermata Lodi.
Viale Isonzo parte da piazza Lodi: al 16 sono 100 metri.
Citofono n.7.

Quando?
Sabato 29 novembre.
Tutto il giorno: cioè dalle 11.00 alle 19.00.

mercoledì 19 novembre 2014

Storie senza parole che girano il mondo

La mostra Libri senza parole. Destinazione Lampedusa è approdata a Milano, al Museo dei bambini, MUBA, che ha sede presso la Rotonda della Besana, dove è stata inaugura i
l 14 novembre e dove rimarrà aperta fino al 14 dicembre.
Partita da Roma, dove è stata inaugurata il 7 maggio 2013 (trovate il nostro report qui), la mostra è già stata ospitata a Biella, Ravenna, Lido di Ostia, Napoli, Macerata, Brescia, Anversa degli Abruzzi e Città del Messico.
L'edizione milanese della mostra, curata da IBBY Italia, è stata ralizzata grazie al sostegno della Fondazione Cariplo e in collaborazione con il Sistema Bibliotecario Urbano del Comune di Milano e con il MUBA. Organizzata e allestita grazie al lavoro di un gruppo di volontari milanesi di IBBY Italia, la mostra è un'occasione davvero unica per adulti, ragazzi, bambini, per scoprire oltre 100 silent book provenienti da 23 Paesi del mondo: libri che sono straordinari strumenti di conoscenza per la possibilità che offrono di superare la barriera delle lingue, permettendo a tutti di accedere e condividere storie di diverse culture realizzate attraverso il linguaggio universale delle immagini.


Una mostra per tutti, ma preziosa in particolare per famiglie e scuole che in questo modo potranno offrire ai bambini la possibilità di sfogliare e leggere libri bellissimi e spesso poco conosciuti nell'ambito dell'editoria per l'infanzia, creati dai migliori editori, autori e illustratori del mondo, in un bell'allestimento (a cura di SetUp Allestimenti) pensato per facilitare la lettura e l'incontro delle storie con i bambini. 
Per dettagliati report sull'iniziativa milanese e i suoi scopi rimandiamo agli esaustivi resoconti di Anna Pisapia e Francesca Romana Grasso usciti il 14 novembre sui rispettivi blog A casa di Anna e Edublog.


L'iniziativa, nata da un'idea di IBBY Italia è, contemporaneamente, un'esposizione di libri “senza parole” e un progetto di cooperazione internazionale, resi possibili grazie alla partecipazione di editori di tutto il mondo che, in risposta, all'appello di Ibby, due anni fa, hanno donato centinaia di libri senza parole scelti fra i migliori della produzione editoriale internazionale.
Oltre a far conoscere al grande pubblico i più bei libri “senza parole” pubblicati e destinati all'infanzia, l'iniziativa mira alla costituzione di un fondo bibliotecario di silent book destinato a una biblioteca per ragazzi nell'isola di Lampedusa, dedicato sia a coloro che vivono sull'isola sia ai migranti minori che vi sono di passaggio, per diverse ragioni.


La creazione di una biblioteca a Lampedusa, simbolo di luoghi remoti e migrazioni, vuole essere l'occasione per garantire il diritto all'accesso ai libri e alla lettura, e il fulcro di attività in grado di stimolare principi di tolleranza e comprensione dell'altro.

La profondità e lo spessore del progetto, per gli usi infiniti dei libri e le loro ricadute positive, sono numerosissimi, come segnala Marcella Terrusi, quando, in proposito, scrive: “A Lampedusa, nel novembre 2013, è stato organizzato un IBBY Camp, campo di volontariato dedicato alla promozione del libro e della lettura come parte del percorso verso l'apertura di una biblioteca ragazzi sull'isola. All'isola è stata donata una collezione gemella dei libri senza parole ora in mostra a Milano, un fondo prezioso che ha consentito di essere utilizzato per la realizzazione di numerose iniziative fuori e dentro le classi, con i bambini lampedusani. In particolare, con la collaborazione di Alberto Emiletti, di Amensty Kids, abbiamo inventato un laboratorio sui diritti: i bambini hanno trovato nelle pagine di alcuni silent book le immagini e nelle immagini le parole per dire contenuti altrimenti indicibili, come l'espressione di un diritto a "non affogare". L'invito rivolto ai bambini delle scuole primarie è stato quello ad avventurarsi nelle pagine, cercando un filo, il senso del racconto, senza timore per il silenzio delle pagine, ma con atteggiamento attento alla voce del racconto.”


L'ingresso alla mostra milanese, è libero e gratuito.
Orari: lunedì: 9.30-15.30; da martedì a venerdì: 9.30-18.30; sabato, domenica e festivi: 10-19.00.
Per informazioni, qui.
Per le scuole sono organizzate visite guidate (dal lunedì al giovedì), dalle 10.00 alle 10.50 e dalle 11.10 alle 12.00. Per prenotazioni, qui.

Durante l'allestimento della mostra.