mercoledì 17 settembre 2014

La Zeppola Gigante di San Bubolo: un gioco per illustratori e gastronomi

Insegna di celebre pasticceria salernitana.
La scorsa settimana, su questo blog, in un'intervista esclusiva, Bubo Bubissimo de' Bubis, protagonista di Piccolo Grande Bubo, alla domanda: «Qual è la sua torta preferita?»
Ha risposto: «La zeppola gigante di San Bubolo. Ma va fritta all'ultimo e rigirata nello zucchero almeno per cinque minuti di orologio. Poi ti restano tutti i granelli sui baffi che li lecchi per ore.»
Ora, da quel momento, Bubo non ci ha più lasciati in pace. In cambio dell'esclusiva pretende di avere la Zeppola Gigante. Il problema è che noi non solo non ce l'abbiamo, 'sta zeppola, ma non sappiamo né cosa sia esattamente né dove sia possibile procurarsela. E nemmeno la sua creatrice, Beatrice Alemagna, sembra avere molte idee in proposito.

Bubo, affranto, chiede ai Topi la Zeppola Gigante di San Bubolo.

Così, abbiamo compulsato la rete freneticamente, e alla voce zeppola, appiccicosissima di zucchero e grondante di olio, abbiamo scoperto, se mai ve ne fosse stato bisogno, che le zeppole sono dolci festaioli, tipici della tradizione pasticcera italiana, la cui ricetta spunta, capricciosamente variata, in molte regioni diverse. E ogni regione è, ovviamente, gelosissima della propria, che reputa l'UNICA autentica.

Sua Maestà la zeppola napoletana (ovviamente di Scaturchio).

La zeppola più nota, con buona pace dei campanilismi, è quella (appunto) campana. Si litigano la sua invenzione un manipolo di suore partenopee: quelle di San Gregorio Armeno, quelle della Croce di Lucca e quelle dello Splendore. La prima volta che una zeppola apparve sotto forma scritta fu nel 1837, nel trattato di cucina napoletana di Ippolito Cavalcanti.

Zeppolai ambulanti vintage a Napoli.

Ma ci sono versioni salentine, molisane, cosentine, teramane, reggine, siciliane, marchigiane e salentine, per non parlare delle Tzìppulas sarde. Con le zeppole si festeggiano, a seconda delle zone, la festa del papà, che nel calendario è quella di San Giuseppe, e il carnevale.

Zeppolai di oggi a San Giuseppe Vesuviano.
La zeppola base è così fatta: di forma circolare con un foro centrale dal diametro di 2 cm circa, guarnita di crema pasticcera e amarene sciroppate. Ma le varianti, per cui ci si accapiglia dall'alpe alle piramidi, sono infinite. Documentatevi e capirete. Sull'imperdibile sito zeppola.it trovate anche un dotto excursus etimologico sul misterioso termine.

Ciò detto sulla Zeppola Gigante di San Bubolo non abbiamo trovato niente. Ma proprio niente di niente: come se non esistesse. Di lei, la sola cosa certa, dalla parole di Bubo, è questa: “Va fritta all'ultimo e rigirata nello zucchero almeno per cinque minuti di orologio. Poi ti restano tutti i granelli sui baffi che li lecchi per ore.»



Così, ci chiediamo: ma come sarà questa Zeppola Gigante di San Bubolo? E chi è San Bubolo? Dove lo si festeggia? In che giorno? Perché mai sarà diventato santo?  E perché la sua zeppola è gigante? E quanto sarà grossa? Quante persone ci vogliono per impastarla? E quante per sbattere le uova? (sempre che ci siano uova nella ricetta). E le amarene?

Zeppole calabresi dolci.

Ciò detto, dilaniati da tanti incresciosi interrogativi, oggi, sotto l'alto patrocinio di Bubo Bubissimo de' Bubis, dichiariamo ufficialmente aperto il:

GRANDE GIOCO DELLA ZEPPOLA GIGANTE DI SAN BUBOLO

Cosa dovete fare?
Dovete mandarci testimonianze dettagliate dell'esistenza della Zeppola Gigante di San Bubolo, provando a rispondere alle domande sopra formulate, oppure dandoci risposte a domande che non abbiamo nemmeno osato immaginare.

Le zeppole sorrentine dette scauratielli.

Come?
Nel modo che preferite:
   - scrivendo la ricetta;
   - disegnando la ricetta;
   - scrivendo e disegnando la ricetta;
   - disegnando la zeppola senza dare troppe spiegazioni;
   - dipingendola;
   - realizzandola nei materiali che volete;
   - cucinandola;
   - fotografando la cosa che vi sembra una Zeppola Gigante;
   - descrivendoci i suoi effetti miracolosi, immaginando i miracoli di San Bubolo della Zeppola etc.

Le zeppole di riso catanesi.

Insomma, potete fare quel che volete, basta che quello che ci mandate sia convincente e soprattutto appetitoso.
E soprattutto appetitoso per un Bubo che, tenete presente, è pur sempre un coso e pertanto molto esigente. Infatti, a stabilire il vincitore sarà lui, auto nominatosi, nientemeno, Presidente della giuria della Zeppola Gigante, così formata: Bubo Bubissimo de' Bubis, Beatrice Alemagna, Topipittori (nelle persone di: Paolo Canton, Giovanna Zoboli, Valentina Colombo, Anna Martinucci, Lisa Topi). Si sappia che per la presidenza di tale prestigiosa giuria il Nostro si è accapigliato con Beatrice, e alla fine, con la caparbia tipica dei cosi, l'ha spuntata (soprattutto perché Beatrice, che è donna di classe, di fronte al pandemonio inscenato ha soprasseduto).

Zeppole salate calabresi.

Quanto tempo avete per realizzare la Zeppola Gigante?
Fino a venerdì 26 settembre, allo scoccare della mezzanotte: questa è la data ultima di invio.

Dove dovete inviare le vostre Zeppole Giganti? E in che formato?

Le Zeppole Giganti devono essere inviate per posta elettronica all'indirizzo sanbubolo@gmail.com in una mail contenente i dati dell'autore (o degli autori se le zeppole sono di gruppo). Per quanto le vostre zeppole siano giganti, cercate di farle stare in un jpg a bassa risoluzione (senza superare i 150 kb).

La Tzìppulas sarda.

Le Zeppole Giganti inviate appariranno da qualche parte?
Certo che sì! Ma solo 10: ovvero le 10 zeppole che la giuria presieduta da Bubo sceglierà fra tutte quelle arrivate. La miracolosa apparizione delle 10 Zeppole Giganti di San Bubolo selezionate avverrà lunedì 29 settembre, su questo blog: dell'apparizione sarà data notizia sulla nostra pagina facebook.

O' zeppolone al forno, Pasticceria Umberto, Napoli.

E poi?
Da quel momento si aprirà, come per Miss Italia, una grande votazione popolare. Per fortuna le zeppole stanno zitte, così non ci saranno dichiarazioni imbarazzanti tipo: “Sono una zeppola solare che ama le cose semplici: votatemi!”, “Ho un rapporto splendido con mia nonna Bruna e fin da bambina adoro le mucche: scegliete me!” “Io dico tutto quel che penso, sono cintura nera di karate e mi batto per la pace nel mondo: eleggetemi!”

Zeppole stabiesi per la festa dell'Immacolata.

Quanto tempo avete per votare?
Fino a giovedì 2 ottobre, allo scoccare del mezzogiorno.

E quando saranno dichiarati i vincitori?
Li annunceremo venerdì 3 ottobre, su questo blog e saranno tre: primo, secondo e terzo.

E cosa vinceranno i vincitori?
Ogni vincitore avrà in premio una copia di Piccolo Grande Bubo, autografata da Bubo Bubissimo de' Bubis in persona e con un disegno sul frontespizio della grande Beatrice Alemagna.

Vi sembra poco?
No che non vi sembra! Dài, da bravi, cosa state a perdere tempo a leggere il blog dei Topi? Mettetevi al lavoro!

Zeppole, zeppole, zeppole e ancora zeppole...

lunedì 15 settembre 2014

Geometrie semplicemente meravigliose

Mentre l'officina di Piccola Pinacoteca Portatile, detta PiPPo, è al lavoro non solo sulle prossime uscite, ma anche in progetti di formazione ed eventi avviati con musei, scuole e librerie, arriva in libreria la novità di questo autunno Giotto. Quaderno di disegno con i testi di Marta Sironi e le tavole di Chiara Carrer

Si tratta del primo PiPPo monografico, incentrato sull'opera di un pittore anziché su un tema, come è stato per i precedenti volumi. Come mai questa scelta? Ogni PiPPo nasce da un confronto con l'illustratore che lo realizza e Chiara Carrer ci ha proposto l'idea di dedicare il suo a questo pittore il cui lavoro ha cambiato il corso della pittura e con la sua portata rivoluzionaria ha influenzato il lavoro di generazioni di artisti, fino a oggi. 


Il perché di questa predilezione, abbiamo chiesto a lei di raccontarvelo, e lo trovate qui, insieme insieme al racconto di Marta Sironi su come ha lavorato ai testi del libro per accompagnare il lettore alla visione e alla comprensione delle immagini di Giotto e di Chiara. 

E ricordate che Marta e Chiara vi aspettano, insieme a noi, a Bologna, in occasione di Artelibro, alla Libreria Giannino Stoppani, giovedì 18 settembre, alle ore 19, per la presentazione del libro e l'inaugurazione della mostra degli originali realizzati per Giotto. Quaderno di disegno, visitabile fino al 12 ottobre.

[di Chiara Carrer]

Giotto è stato riferimento e maestro nella mia strada nel mondo dell’illustrazione.
Sono totalmente affascinata dalla sua modernità e dalla sua asciuttezza, dalla composizione e sintesi formale, dai toni di colore e dalla sua capacità narrativa.
Per me è una lezione di espressività teatrale affascinante, la tensione dei corpi, la forza espressiva dei volti e la ripetizione dello stesso nelle scene di massa, gli occhi allungati che a volte si fanno sottili fessure, sguardi profondi dalle sopracciglia corrucciate, le mascelle quadrate, accompagnate da corpi contadini forti, tutto è semplice, pura e assoluta geometria.
E poi i luoghi soprattutto le architetture sventrate, spaccati che rivelano la vita degli interni: geometrie semplicemente meravigliose.
Ci sarebbe forse ancora molto da dire, ma per me questo è l’essenziale.


[di Marta Sironi]
 
Al quarto volume è arrivata la volta di Giotto, la prima uscita monografica della collana che ha richiesto pertanto una diversa prospettiva: dovevo certamente partire dalla vita e dall’opera dell’autore, pur escludendo qualsiasi forma di celebrazione, troppo spesso usata nei libri per bambini sui ‘grandi’ della storia.


Ho riletto alcuni studi su Giotto, dimenticandoli immediatamente, per tornare a lasciarmi condurre, come mio solito per la collana, dai disegni e dall’interpretazione dell’illustratore. Non volendo e non potendo appuntarmi troppo sulla storia dell’autore (del quale si sa ben poco) né sui soggetti della sua pittura (sarebbe uscito un bigino di religione), rimaneva il punto cardine dell’opera di Giotto, magistralmente colto e tradotto dalla vena analitica di Chiara Carrer: il disegno.


Giotto è il primo maestro moderno della pittura italiana, è lui a definire l’alfabeto grafico che dalle ‘icone’ medioevali porta alle ‘firme’ del Rinascimento. Si è formato così questo quaderno di disegno: un abbecedario per conoscere Giotto, ma anche e soprattutto per imparare a costruire un linguaggio grafico personale, formandolo gradatamente sugli elementi basilari del linguaggio visuale.


Ne emerge un discorso confidenziale con Giotto forse da attribuire, almeno in parte, a una stampa a colori – una scena della Chiesa Superiore di Assisi, San Francesco che dona la veste a un ricco caduto in povertà – ‘mia’ da sempre: ‘poster’ della mia cameretta, mi ha seguita nei traslochi e cambiamenti dei decenni, ancora oggi è appesa in cucina. Mi piace immaginare che questo quaderno di disegno possa ugualmente avvicinare e accompagnare a lungo tanti altri bambini, magari formandoli come disegnatori: da grandi, guardandosi indietro, potranno forse additarlo tra le cause della loro scelta.

venerdì 12 settembre 2014

La gioia d'esser coso

Beatrice Alemagna, Piccolo Grande Bubo.

Beatrice Alemagna, Piccolo Grande Bubo.
Incontriamo Bubo Bubissimo de' Bubis nella sua lussuosa casa parigina, per il lancio della sua opera prima, che già si preannuncia un grande successo: Piccolo Grande Bubo, che uscirà in ben quattro lingue e tre linguacce.

Signor de' Bubis, i nostri lettori sono molto curiosi della sua vera identità: anche se abbiamo letto e riletto il libro, non abbiamo capito bene che animale lei sia. A noi sembra un coso. È così? Ci può spiegare, per favore?

Si sono un coso. Bravissimi. E poi grazie di darmi del lei. Non è frequente che si dia del lei a un coso, per di più piccolo come me.

Cosa si prova a essere un coso?
È una sensazione soddisfacente, signori Topi.
Essere un coso come me significa librarsi come un'aquila sulla bici, girandolare sui muretti, infilare le zampette nei nidi di ragno, giocare tutto il giorno a salta-ciottolo e sbellicarsi fino a far strabordare il pannolino. Una vera pacchia, signori Topi.

Beatrice Alemagna, Piccolo Grande Bubo.
 

Che effetto le fa essere il protagonista di un libro della signora Alemagna?
Ancora non lo so: ora mi metto a testa in giù e ci penso. Quando sto in quella posizione mi vengono sempre un sacco di buone idee.

Beatrice Alemagna, Piccolo Grande Bubo.

Che rapporto ha con questa celebre illustratrice?

Dipende dai giorni. Ero felice che facesse un libro su di me fino al giorno in cui ho visto il casotto che aveva disegnato nella mia stanza. Ma, dico, si può?!
E poi un consiglio: non la chiami illustratrice che quella lì se la prende.

Beatrice Alemagna, Piccolo Grande Bubo.

Passiamo ora a qualche domanda più privata. Le capita spesso di cadere?
Sì, quando ho sonno.
Un giorno sono capitombolato dal terrazzo fin giù al piano di sotto, dalla Lorena Battaglia che s'è presa più paura di me: le è pure venuto il singhiozzo convulso.

Ecco come Piccolo Grande Bubo è apparso la prima volta:
come accade a molti cosi neonati, era pelosissimo. Dopo è migliorato.

E di mangiare piselli?

Niet. Roba vecchia: ormai in casa non entrano più.

Ha ancora quattro grossi dentoni, o nel frattempo ne sono spuntati altri?

Controllo tutti i giorni, ma ormai penso che ne resteranno quattro per tutta la vita. Meno denti, meno lavoro.

Beatrice Alemagna, studio per Piccolo Grande Bubo.
Nel suo bagno ci sono quattro spazzolini da denti. Sono tutti suoi?
Sì, uno per dente.

Perché si sporge pericolosamente dai muretti per raccogliere castagne?
Noi Bubi amiamo molto le castagne, soprattutto quelle di questi alberi disegnati da gente che non si ricorda che le castagne hanno il riccio. E poi amiamo sporgerci pericolosamente! Quando abbiamo paura ci viene una faccia striata tutta rossa che ci fa assomigliare alle puzzole di campagna.

Qual è la sua torta preferita?
La zeppola gigante di San Bubolo.
Ma va fritta all'ultimo e rigirata nello zucchero almeno per cinque minuti di orologio. Poi ti restano tutti i granelli sui baffi che li lecchi per ore.

Beatrice Alemagna, studio per Piccolo Grande Bubo.

Che ginnastica fa per tenersi così forte e in bella forma?
Quattro stirate di coda e dieci mulinelli di zampine. Vi assicuro che una volta al giorno bastano.

Qual è il segreto della sua bellezza? Un bicchiere di acqua calda a digiuno ogni mattina, come Sofia Loren?
Tutto quello che so è che bere acqua calda a digiuno fa straboccare il pannolino.

Beatrice Alemagna, disegni preparatori per Piccolo Grande Bubo.

Ha dei cassetti? E dei sogni? E dei sogni nei cassetti?
Ho tanti cassetti pieni di sassi. Colleziono sassi e aghi di pino. Un giorno se venite li guardiamo uno per uno: è un divertimento pazzesco!

Ciao Bubo, e ciao Beatrice: vi rigraziamo entrambi per questa esclusiva intervista e per questo libro. Se non ci foste, voi due vi dovrebbero inventare! Buona fortuna e arrivederci a presto.

Anzi a prestissimo... perché mercoledì 17 settembre, su questo blog, partirà un GRANDE GIOCO su Piccolo Grande Bubo. Non fatevelo scappare!

Beatrice Alemagna, immagine per Piccolo Grande Bubo non inserita nel libro.

giovedì 11 settembre 2014

Sport + Arte = Re del Bosco I Edizione

[di ASD GENTE FUORI STRADA e Giulia Mirandola]

Se avete sempre sognato di scambiarvi le matite con Tuono Pettinato, Rocco Lombardi, Sualzo, Marta Jorio, Cristina Portolano, se il vostro paesaggio di riferimento è il mare o la pianura, se il nome Depero evoca in voi sinfonie di caratteri tipografici, siateci.
Re del Bosco Contest di illustrazione e fumetto – I Edizione (Rovereto, 28 settembre 2014) è stato ideato da Gente Fuori Strada e Giulia Mirandola, per soddisfare il piacere di molti di disegnare all'aperto, in compagnia di autori emergenti dell'illustrazione e del fumetto contemporaneo. Il contest avverrà parallelamente a un trail (corsa in natura), lungo un percorso di 16 chilometri, concepito per correre su sentieri montani, strade e mulattiere, ma anche per osservare e raccontare il paesaggio del Bosco della Città di Rovereto e del Monte Ghello.


Un bosco in città, per lo sport, l'arte e la sperimentazione Il Bosco della Città sorge in prossimità del centro storico di Rovereto.

Nonostante il facile accesso e gli aspetti naturalistici che caratterizzano questo ambiente, per decenni è stato trascurato. Un programma pluriennale di ripristino e lavori recenti di manutenzione ne hanno risvegliato lo splendore e mutato le sorti, fortunatamente. Tra i segni evidenti di questa trasformazione in atto c'è Sperimentarea, una zona concepita da Fondazione Museo Civico per la sperimentazione scientifica e didattica outdoor e indoor.
Re del Bosco è un progetto nato correndo accanto a questi elementi naturali e artificiali, immaginando di poterli raccontare con immagini e parole, grazie un numero inatteso di persone cui piace lo sport, ma anche l'illustrazione e il fumetto, che attendiamo di conoscere il 28 settembre.


Gli autori ospiti (che non corrono, ma disegnano forte):

Rocco Lombardi: con il bianco e il nero gli piace sconfinare e graffiare fino a quando, dal nulla, l'immagine sale. Lo aspettiamo al festival armato di inchiostro fino ai denti. Per saperne di più, qui.

Rocco Lombardi, Montagna disegnata, cliccare per ingrandire l'immagine.

Un genio si aggira per il bosco durante Re del Bosco. Non è lupo, non è dio, soprattutto non è raccomandato a chi non ha senso dell'umorismo. Si firma Tippì, che per i comuni mortali significa Tuono Pettinato. Può passare all'istante da Carmelo Bene a Kurt Cobain, da Garibaldi al Papa. Siate accorti. Potreste innamorarvene per sempre.

Tuono Pettinato, Neverland.
Sualzo, Fermo.
















Suonare o disegnare pur di raccontare. Sualzo ha la fortuna di padroneggiare il linguaggio musicale come quello del fumetto; la musica gli esce dalle matite come il fraseggio dal sax. Così, a noi che non sappiamo nulla di solfeggio e sceneggiatura, fa dono di storie indimenticabili. L'ultima, Gaetano e Zolletta, presentata il 5 settembre al Festival Letteratura Mantova. Leggere per credere.

Marta Iorio, Cicale.

«La libertà è una forma di disciplina». Fedeli a questa massima abbiamo invitato la sua autrice, Marta Jorio, che con queste parole esordisce nell'opera prima Cicale (Topipittori, 2013). In passato le sue immagini hanno seguito da vicino l'avventura dello sport, a contatto con i corpi di chi corre, nuota, pedala, esplora paesaggi.

Cristina Portolano, Caribou.
Cristina Portolano non è ferma mai, come dimostra la sua puntuale presenza in tutte o quasi le esperienze di autoproduzione italiane degli anni zero. Una saetta. Un babà. Per saperne di più:

Ecco come si fa per partecipare.
Ci saranno due categorie: una dedicata agli autori ospiti (Tuono Pettinato, Sualzo, Marta Jorio, Cristina Portolano, Rocco Lombardi), e una chiamata Stile Libero aperta a chi piace disegnare.

Quindi procedere some segue:

1. Iscriversi secondo quanto previsto dal regolamento che scaricate qui; mentre qui, invece trovate il modulo di iscrizione e qui il modulo di accettazione del regolamento, entrambi da compilare.

2. Presentarsi a Rovereto il giorno 28 settembre, in zona Bosco della Città. A partire dalle 8 del mattino saremo pronti ad accogliervi. Importante: i materiali da disegno non saranno forniti, dovrete portarli con voi da casa.

Per raggiungere il Bosco della Città da Rovereto
Chi è in macchina, imbocca via dei Colli da piazza Rosmini, supera l'istituto alberghiero sulla destra e dopo un paio di curve svolta a sinistra in via Vallunga I, percorrendola per circa 2 km fino al parcheggio che si trova al termine della strada; chi è a piedi può imboccare le scale che partono da via dei Colli e che conducono fino all'istituto alberghiero, quindi svoltare a sinistra via Bellavista I e subito dopo a destra in via Vallunga II, proseguendo fino in cima alla salita, superando l'azienda Balter, e proseguendo sempre dritto fino al parcheggio in cima a via Vallunga I. In macchina sono circa 5 minuti, a piedi circa mezz'ora.


3. Dalle 9 alle 14, disegnare, disegnare, disegnare, mentre attorno a voi, gente che corre, suda, sviene, rinviene, si sfida in una gara di corsa in salita.

4. Disegnare quello che vedete e sentite, persone, piante, animali, più di tutto.


5. Trascorre, nel frattempo, una giornata di festa, in compagnia di cinque fuoriclasse dell'illustrazione e fumetto del nostro tempo.


5. Tornare a casa e disegnare, disegnare, disegnare. In palio la realizzazione di un progetto di stampa sulla macchina tipografica usata per il Libro imbullonato di Depero.

Aggiungi didascalia
 Foto di Florio Badocchi.

6. Ultimare e spedire l'opera secondo modalità e scadenza stabiliti.

7. Attendere il 25 ottobre, quando a Rovereto, nello spazio espositivo Generi Misti, presso Adami Sciuss, verranno esposti i lavori di tutti e premiati i vincitori.

  
Importante: le opere saranno sottoposte al giudizio insindacabile di Paolo Canton (Topipittori), Giulia Sagramola (grafica, illustratrice, fumettista), Annalisa Casagranda (Area Educazione Mart), Margherita Micheli (Istituto d'Arte Fortunato Depero - Rovereto), Paolo Bottiroli (scrittore di viaggi e sport).

Stampa chi vince!

Il Laboratorio Didattico di Arte e Grafica della Biblioteca Civica e Archivi Storici della città di Rovereto ospiterà i primi classificati di ciascuna categoria. Un luogo magnifico nel cuore della biblioteca comunale, cui accedono regolarmente scuole della città, artisti e appassionati della stampa, progettata da Mario Botta all'interno dello stesso complesso architettonico del Mart. Sotto la guida di un tipografo di professione, gli autori realizzeranno la stampa del proprio progetto.

 Foto di Florio Badocchi.
 Foto di Florio Badocchi.

Per promuovere la manifestazione abbiamo programmato un tour di presentazioni pubbliche, dove potrete ricevere informazioni, iscrivervi e conoscerci di persona. Cominceremo da Milano, in uno degli spazi dedicati ai libri con le figure e ai fumetti, che ci piacciono di più: Spazio B**K. Continueremo il viaggio verso Cantù: Tommaso Falzone e il suo Spazio Laboratorio La Cornice, ci accolgono con un aperitivo fatto ad arte. Quindi Padova, da Pangea, in clima di grandi esplorazioni e traversate, insieme al libraio Giandomenico. Ci attendono poi Mutty, in provincia di Mantova, con Sandra e Lara, che non vediamo l'ora di conoscere; e Farfilò, a Verona, che finalmente incontriamo di persona dopo esserci a lungo ammirati a distanza.



CALENDARIO PRESENTAZIONI:

Venerdì 12 settembre ore 18
Spazio B**K - MILANO

Sabato 13 settembre ore 11.30
Spazio Laboratorio La Cornice - CANTU'

Sabato 13 settembre ore 18
Pangea Libreria - PADOVA

Venerdì 19 settembre ore 19
Mutty - CASTIGLIONE DELLE STIVIERE

Sabato 20 settembre ore 10
Farfilò – VERONA