lunedì 3 febbraio 2014

Una formica

Nel corso della giornata di ieri, si è diffusa la notizia della scomparsa di Iela Mari.
Ieri e l'altro ieri, sono stata impegnata in un corso sulla lettura e la scrittura degli albi illustrati. Alle mie sedici, attentissime allieve per ore ho cercato di spiegare cosa significhi raccontare.
L'ho fatto attraverso la lettura di fiabe, romanzi, racconti, testi di estetica, albi scritti da altri e da me, e testi scritti da loro stesse. Ho mostrato figure, sottolineato parole, ripetuto fino allo sfinimento concetti che mi sembrano fondamentali.

Quando, poi, più tardi, ho saputo di Iela Mari, mi è venuta in mente subito la sua formica. Quella che nel libro La mela e la farfalla assiste, su una foglia, allo spuntare della testa di un bruco dalla buccia di una mela.
Che veniamo soli alla luce è una cosa; che qualcuno assista alla nostra venuta al mondo, dà al tutto ben altro respiro. C'è il benvenuto dell'altrui stupore ad accoglierci, lo sguardo di un testimone con la sua stupefatta meraviglia a dirci che evento dirompente sia lo spaccare una liscia, intatta superficie. E il manifestarsi di una vita là dove, un istante prima, tutto sembrava come sempre.


Nella doppia pagina successiva, il bruco si cala dalla mela appeso a un filo di seta. E la formica si sporge un millimetro in più dalla foglia, per assistere a questa formidabile impresa. La straordinarietà dell'evento sta in quel corpo di formica teso sul vuoto, sporto verso un già irraggiungibile basso, a dirci che esseri appena nati sono già capaci di peripezie ed equilibrismi eseguiti con perfetta, matematica perizia.


Pensate a cosa sarebbero queste due pagine, senza quella formica. Cioè, senza di noi.
Raccontare è questo.
Raccontare "questo gioco con regole ignote" è pensiero, disciplina, umiltà, esattezza.

Quanti sono debitori a Iela Mari?
Molti. Mi vengono in mente il magnifico Katsumi Komagata, per cominciare; e le bravissime Anne Crausaz ed Emilie Vast per continuare. Le loro formiche sono un silenzioso omaggio a questa grande maestra.

Katsumi Komagata, Found it!, One Stroke, 2001.
Anne Crausazz, J'ai grandi ici, MeMo 2008.
Emilie Vast, Korokoro, Editions Autrement 2011.

1 commento:

A.H.V. ha detto...

Non conoscevo quest'illustratrice così essenziale, ma così contemplativa! :)