mercoledì 13 novembre 2013

Per fare una app servono senza dubbio le mani

[di Valentina Colombo]
 


Vi ricordate questa scena di Hook. Capitan Uncino? Mi torna spesso in mente quando a carnevale, sistematicamente, qualche bambino rimane spaventato dalle maschere indossate dagli adulti.
"Tocca la maschera, tocca la faccia: lo vedi che è papà? Non è un orco vero, è finto!"


Toccare la faccia, oltre che guardarla, è un atto conoscitivo e di ri-conoscimento tra i più basilari. Per questo le espressioni facciali hanno una grande importanza nell'illustrazione dei libri per bambini. Sbagliare a ritrarre una emozione, una sensazione, sul viso di un personaggio, può compromettere tutto. Basta una bocca sorridente per fare un viso felice? No, non è detto, o almeno non solo. Chiedete agli illustratori: esseri umani ed espressioni facciali possono diventare un vero incubo.
La faccia è un bel parco giochi, non c'è che dire. Ha così tante varianti che un bambino non può che rimanere estasiato da tutte le straordinarie espressioni che può assumere, rimanendo sempre se stessa, ma a ogni istante diversa. E fare le boccacce è una delle cose più divertenti che ci siano.





Perciò, quando Antonella Abbatiello ha deciso di mettersi a fare un libro sulle facce (urca!) e in più solo con ritagli di cartoncino (ri-urca!), l'aspettativa era altissima.
Immaginate un tavolo, una signora bionda con mani elegantissime e forbici che scorrono sinuosamente su mille fogli colorati. Questa signora ritaglia occhi, bocche, nasi. Alcuni li fa volontariamente come vuole lei, altri, toh, saltano fuori così. Li appoggia sul foglio, li muove, li ribalta, li specchia, li rifa, e avanti così. Triste, questo qui. Cattivo quest'altro. Raggiante, questo. E via così.

Una delle cose che ai bambini piace enormemente fare con i libri è toccarli e, se possono, romperli, farli a brandelli, soprattutto da piccoli. Smontare una cosa ti aiuta a conoscerla.

Così, quando la maquette di Facce è capitata in mano al duenne Mattia, ecco le dita indicare, le mani stringere, i polpastrelli esplorare la carta.
Viene proprio voglia di toccarle, quelle facce fatte da Antonella.
Lorenzo, papà di Mattia, che di mestiere si occupa di interaction design (cioè studia e progetta i meccanismi di interazione tra persone e sistemi informatici), ha l'idea: una app.
Ma averla non basta, ci vuole qualcuno che ti aiuti a portarla fino in fondo. Così, Lorenzo, che di cognome fa De Tomasi, chiede a Stefano, che fa Baldassarre, di dargli una mano (Stefano è uno storico collaboratore di Antonella, basti pensare alla mostra di Alfabeto delle Fiabe da lui allestita). A collaborare sono abituati, visto che insieme costituiscono il duo dinamico Isotype che si occupa di comunicazione a trecentossessanta gradi, applicazioni, design, digitale. Con loro hanno lavorato anche Gianluca Rotoni, mente tecnica di Semidigitali, insieme a Goia Marchegiani (se i nomi vi suonano è perché li avete visti al TOC, alla Fiera di Bologna 2013, mentre presentavano la loro app Fantavolieri).


 

Se oggi lanciamo il nostro Facce e la sua app Facciamo! è grazie al lavoro e alla collaborazione con Isotype, Semidigitali e Antonella. E grazie anche a Mattia, che è questo ricciuto bimbetto del video qui sotto e che ha testato la app per noi.



Ecco, io non direi niente altro di questo libro e di questa app, non perché non sappia cosa aggiungere, ma perché troverete tutto spiegato benissimo in questa presentazione, nella pagina web dedicata al progetto e sulla pagina Facebook della app, che potete scaricare da iTunes (e, prossimamente, da Play per Android). Insomma, non fate i pigroni, e di click in click muovetevi tra i link e andate a vedere che cosa abbiamo combinato. Siate interattivi e digitali. Che poi vi interrogo e mi dovete dire cosa ne pensate. Anzi, scrivetemelo qui sotto.

2 commenti:

Luciana ha detto...

Quando è nata la mia prima figlia, mentre provava a fissarmi con i suoi occhietti appena aperti, io posavo le sue manine suo mio viso. La mia speranza era quella di diventare il suo giocatolo preferito.

E per mesi l'ho fatto sempre quello; mentre la tenevo in braccio, posavo le sue manine suo mio viso... e poi lei cominciò a giocarci. Ancora oggi lo fa quando ci abbracciamo. Con la più piccola, fu lo stesso.

Infatti loro notano ogni piccolo cambiamento sul mio volto. Anche lo sguardo scontento, viene subito da loro segnalato col "che c'è?".

ADORANO le maschere!!! E sui disegni della più grande c'è sempre molto dettaglio nell'espressione del viso.

Ila ha detto...

Io adoro il Cattivo! BU!
Ora vado a curiosare tutto...
Ila