mercoledì 14 marzo 2012

Corvi bianchi dalla Germania


Anche quest'anno, uno dei nostri titoli, Cielo bambino di Alessandro Riccioni e Alicia Baladan, è stato incluso nella lista dei White Ravens, selezione dei migliori cento titoli al mondo dedicati a bambini e ragazzi, redatta dallo staff internazionale che fa capo alla Internationale Jugendbibliothek di Monaco. Si tratta di un prestigioso riconoscimento. E ne siamo molto contenti. Ma forse non tutti sanno quel che c'è dietro questo nome. Ve lo spieghiamo.
Immaginate un castello immerso nel verde, circondato da un lago.

Foto Andrea Ivaldi.
Il Castello è quello di Blutenburg, e si trova vicino a Monaco, in Germania, nel quartiere di Obermenzing. Da quasi trent'anni è la sede della Internationale Jungendbibliotheck, cioè della Biblioteca internazionale dell'infanzia voluta e creata nel 1949 da Jella Lepmann. Della Lepmann abbiamo già parlato qui. E vi consigliamo caldamente la sua autobiografia, pubblicata in Italia da Sinnos, La strada di Jella, che racconta la sua storia, iniziata nel secondo dopoguerra in Germania.

Jella Lepmann aveva in mente un idea davvero eccentrica, che avrebbe anche potuto passare per folle, se non fosse stata perseguita con  tenacia e rigore assoluti: e cioè che la letteratura per bambini potesse contribuire a risollevare le sorti del mondo, devastato, fisicamente e culturalmente dopo l'esperienza del nazismo e della guerra. Jella pensava che si dovesse ripartire dai bambini per ricostruire una civiltà contrapposta alla violenza, all'odio, al fanatismo e al conformismo passivo che avevano caratterizzato l'epoca hitleriana.

Nel corso degli anni, la Lepmann creò, da una piccola biblioteca, una delle istituzioni più importanti del mondo, portando la letteratura per ragazzi all'attenzione dei politici, prima, e della società, poi, con un lavoro duro, costante e appassionato. Il merito della Lepmann è stato quello di creare una rete di professionisti, esperti e, soprattutto, di lettori attenti. E di far sì che il mondo della cultura guardasse alla letteratura per bambini come a una straordinaria fonte di crescita per il mondo intero. Nella Lepman si riscontra anche grande attenzione da una parte per la diversità di linguaggi e punti di vista, dall'altra per competenze specifiche e puntuali di settore: la consapevolezza che la letteratura per ragazzi e quella per adulti sono diverse e comportano la padronanza di strumenti diversi e di presupposti distinti. Un dibattito ancora oggi attuale.

Non molti anni dopo l'inizio dell'attività di Jella, Ursula Nordstrom, editore americano della Harper children's books, si sarebbe scontrata con lo stesso pregiudizio, quando le fu offerta la direzione della divisione narrativa per adulti della casa editrice.

The implication, of course, was that since I had learned to publish books for children with considerable success perhaps I was now ready to move along (or up) to the adult field. I almost pushed the luncheon table into the lap of the pompous gentleman opposite me and then explained kindly that publishing children’s books was what I did, that I couldn’t possibly be interested in books for dead dull finished adults, and thank you very much but I had to get back to my desk to publish some more good books for bad children.
(L. S. Marcus, Dear Genius, HarperCollins)

Alla Lepmann si devono anche altre due importanti istituzioni: Ibby, ancora oggi presente e attiva in tutto il mondo; e il Premio Andersen, il nobel della letteratura per ragazzi, riconoscimento prestigioso e ambito da tutti coloro che scrivono e illustrano libri per ragazzi. Il lavoro di raccolta, catalogazione e studio che si porta avanti dalla fondazione della Internationale Jungendbibliotheck ha realizzato la missione della Lepmann, quella di una "conoscenza tra i paesi del mondo attraverso i libri per bambini" in una biblioteca "libera e creativa". A oggi, la critica dell'albo illustrato, la sua analisi e la codifica dei suoi linguaggi e della sua struttura devono moltissimo all'attività della biblioteca e di coloro che vi lavorano o che vi collaborano da tutti i paesi del mondo. Tra questi, Gabriele Poeschke. A lei abbiamo rivolto alcune domande, per capire cosa significhi lavorare in questo luogo e cosa succeda dietro il portone di questo castello delle meraviglie.

Gabriele, ci descrivi brevemente la biblioteca?
La biblioteca comprende un grande magazzino sotterraneo e un’altro magazzino distaccato, abbastanza recente (aperto a causa della mancanza di spazio per i nuovi libri). Abbiamo una sala di studio, dove lavorano i nostri borsisti (che vengono da tutto il mondo), i reparti amministrazione, direzione, “Lektorat”, dedicati cioè agli studiosi specializzati nella letteratura delle diverse lingue, i locali catalogo, biblioteca ragazzi, oltre ad alcuni piccoli musei (Michael Ende, James Kruess, Binette Schroeder e Erich Kaestner) e altre sale per mostre temporanee, letture e conferenze.

Come sei approdata alla Jugendbibliothek?
Cercavo un nuovo lavoro in una biblioteca a Monaco di Baviera, contemporaneamente mi sarebbe interessato sperimentare un’ambiente internazionale. Sono stata fortunata a essere assunta alla Internationale Jugendbibliothek. Sono qui ormai da cinque anni; e il piacere di lavorare qui è identico a quello del primo giorno.

Qual è il tuo compito all'interno di questa istituzione?
Ho parecchi compiti: lavoro mezza giornata al reparto catalogo, dove sono impegnata nella catalogazione per autore e soggetto di libri in lingua inglese e italiana, inoltre delle donazioni di libri storici in diverse lingue.

Sono responsabile, insieme a Silvana Sola, cofondatrice della libreria Stoppani e dell’Accademia Drosselmeier e professoressa alla Isia Urbino, della scelta dei libri per la sezione italiana della nostra biblioteca.
Il pomeriggio, mi sposto al reparto Kinderbibliothek, la biblioteca ragazzi, dove vengono dati in prestito ai ragazzi di Monaco e dintorni circa 25000 libri, CD, DVD, all'anno, in 20 lingue diverse (fra cui giapponese, turca e, naturalmente, italiana). Sono reponsabile della collezione insieme a un collega.

Che cos'è il White Ravens?
White Ravens è una selezione di libri eccellenti di tutto il mondo per ragazzi e adolescenti, che presentiamo ogni
anno alla fiera di Bologna in una mostra accompagnata da un catalogo in lingua inglese. Nella mostra e nel catalogo White Ravens sono presentati 250 libri in circa 35 lingue da circa 50 paesi. I libri White Ravens sono caratterizzati da un alto livello qualitativo, sia letterario sia artistico, e sono esempi di richezza e varietà culturale del nostro mondo. Comprendono storie inconsuete ed esperimenti letterari, notevoli per fantasia e autenticità. Sono libri che possono sviluppare nuovi impulsi e tendenze.

Come avviene la selezione dei titoli?
I lektoren della Internationalen Jugendbibliothek, cioè gli specialisti selezionati per la letteratura nelle diverse lingue, fanno la scelta dei 250 ibri White Ravens dalle
circa 10.000 novità librarie che ogni anno entrano in biblioteca, e descrivono l'eccellenza dei volumi scelti in brevi annotazioni.

Avete nuovi progetti di promozione alla lettura o incontri internazionale sulla letteratura per ragazzi in cantiere nei prossimi mesi?
In estate si terrà la seconda edizione del festival White Ravens di letteratura internazionale per ragazzi e adolescenti. Abbiamo invitato scrittrici e scrittori provenienti da 14 paesi, tra cui anche autori ancora non tradotti in lingua tedesca. Per la prima volta, il festival sarà reclamizzato anche su facebook, twitter e altre piattaforme digitali. Stiamo cercando il dialogo con tutti coloro che s’interessano di libri, specialmente con gli adolescenti sui network. Chi ha voglia di informarsi e partecipare è invitato a passare qui.

I libri selezionati per White Ravens verranno presentati durante la Fiera del Libro di Bologna, dal 19 al 22 marzo 2012. L'inaugurazione della mostra si terrà mercoledì 21 marzo, allo stand 29 B 56, dalle 10.00 alle 12.00.

Le cinque immagini finali di questo post si riferiscono al picture book The story of Ferdinand di Munro Leaf, la storia del toro pacifista che amava i fiori e non voleva combattere. Nel 1945, Jella Lepmann lo tradusse in tedesco, ne stampò 30.000 copie e lo regalò a tutti i bambini di Berlino. È una delle grandi rarità bibliografiche della letteratura per ragazzi.

1 commento:

MamaLu ha detto...

meraviglioso questo tuo post l'ho divorato e mi è venuto il prurito da viaggio e da lettura, treno, libro Lucio e via fiera di Bologna : ) grazie mille e mille complimenti per il tuo blog!