lunedì 28 novembre 2011

Presentarsi bene/ 2. Evelyne Laube e Nina Wehrle

Credo che, per gli illustratori, la storia dell’Arca di Noé abbia un fascino quasi irresistibile. Come le Favole di Esopo. Da secoli, infatti, l’arca rappresenta uno dei campi sui quali gli illustratori si cimentano per provare la loro capacità di interpretazione del testo e di rappresentazione del mito.
Ho visto per la prima volta Die grosse flut di Evelyne Laube e Nina Wehrle a Lisbona, come giurato al concorso Ilustrarte 2012 (di questa esperienza ho parlato qui). Uno strano libro. Una carpetta di  formato verticale (165 x 255 mm.) che si chiude con eleganza su tre fogli di grande formato (980 x 500 mm) piegati in ventiquattresimo e raccolti.  Niente colla, niente cuciture, niente altro che carta e inchiostro.


Le tre segnature piegate hanno ciascuna un titolo, che corrisponde al testo che contiene (Genesi 6 – 8), con illustrazioni in bicromia: nero e rosso per Genesi 6, con la sezione di un tronco d’albero e un tarlo che lo scava; nero e blu per Genesi 7, con una nuvola che scarica la sua pioggia sulla Terra; nero e giallo per Genesi 8, con una penna remigante, di colomba, forse.


C'erano poi tre strane illustrazioni, a matita e penna, con fondi sporchi che immagino realizzati in monotipia, o stampando una lastra calcografica vergine:
la prima affollata di coppie di animali che si accalcano all'ingresso di un’arca appena costruita, in un cantiere abbandonato in fretta e furia dagli uomini, lasciando sul terreno materiali e utensili da costruzione;


la seconda popolata di occhi spalancati nel buio della stiva di un’arca che si immagina in navigazione sulle acque del diluvio;



e la terza interamente occupata dal guscio di una tartaruga dal quale spunta la sola testa, guardinga e sospettosa, come a domandarsi se davvero sia tutto finito e si possa ricominciare a vivere.



Illustrazioni affascinanti, dense di mistero, come denso di mistero è il testo della Bibbia che ci ha tramandato la vicenda, dalle quali, oltre una straordinaria perizia tecnica e compositiva, traspare la capacità di interpretare il testo e di raccontare – o, meglio, evocare – le altre storie che da questo si dipanano.
Tutta la giuria ne è stata conquistata. E le illustrazioni si sono guadagnate la selezione e una menzione speciale. Qualche settimana dopo, da Seoul ci è giunta la notizia che Die grosse flut e le sue illustratrici sono risultati fra i vincitori, sia nella categoria New publication, sia nella categoria Illustration, del 4th CJ Picture Book Award.



Tornato a casa da Lisbona, ho trovato nella posta – piacevoli scherzi del destino – una copia del libro con un semplice biglietto scritto a mano con alcune frasi in inglese e l'indicazione di un sito web: www.itsrainingelephants.ch. Andate a visitarlo. Ne vale la pena.
La ragione per cui ne parlo sotto questa rubrica è perché è una delle migliori presentazioni che abbiamo mai ricevuto in casa editrice. Poche parole; le indicazioni essenziali; e un progetto (in questo caso un libro vero e proprio) che rivela talento, competenza, comprensione dei meccanismi narrativi e inventiva.





Certo, direte, ma qui c’è di mezzo anche un editore; un progetto che, stando a come è stato descritto qui, è frutto di più di una mente; un investimento in stampa e confezione. Vi concedo che tutto questo è vero e ha un suo peso. Ma questo rimane indubbiamente un modello al quale ispirarsi per realizzare, anche con poca spesa, anche a casa, anche con una semplice stampante inkjet e qualche foglio di carta e cartoncino un oggetto che sia in grado di rivelare la capacità non tanto e non solo di disegnare, il “dare luce al testo”, ma anche e soprattutto di pensare il libro come meccanismo narrativo e come prodotto industriale.




A Evelyne e Nina auguro tutto il successo che meritano, certo che conquisteranno altri allori, oltre a quelli già guadagnati. E chiudo con un interessante confronto fra l’arca di Evelyne e Nina e quella che Massimo Caccia ha recentemente disegnato per C’è posto per tutti: in fondo è esattamente la stessa idea, ma la sua trasposizione in immagine è così diversa per segno e atmosfera che ci ha fatto molto riflettere. Anche a proposito di quello che Alice Barberini ha scritto qui.




4 commenti:

Alicia Baladan ha detto...

bellissimo!

laura paoletti ha detto...

davvero interessante.
mi piacerebbe tenerlo in mano. sapete se uscirà in italia? non riesco a trovarlo nel sito che viene suggerito...

Mauro Mongarli ha detto...

Una vera meraviglia!

Studio Fludd ha detto...

Super brave. Per la forte visione d'insieme. Abbiamo intervistato le due fanciulle qui: http://studiofludd.blogspot.com/2011/11/fludd-interview-focus-on-1-its-raining.html . Ci hanno dato questo link alternativo per acquistare Die Grosse Flut online: http://www.bookscout.at/list/9783726905859 . Ciao! SF